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Come preparare e superare un esame universitario

La  vita degli studenti universitari può sembrare difficile e complicata, tra lezioni da seguire ed esami da sostenere sembra che il tempo non basti mai.

Ma come si può ovviare il problema senza rischiare di affaticarsi e arrivare stressati all’esame con la paura di non superarlo?

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“Mente sana in corpo sano”

Quante volte abbiamo sentito la frase “mente sana in corpo sano”? Sicuramente tantissime! Ormai tutti sappiamo quali sono i benefici che lo sport ha sul nostro copro. Dagli sportivi più appassionati di allenamenti estremi ai più pigri e pantofolai è conosciuto il concetto che fare sport vuol dire raggiungere un elevato livello di benessere fisico e mentale.

Già nell’articolo “È come andare in bicicletta” parlavamo di ciò che avviene a livello muscolare pedalando di qua e di là per sentieri, prati o piste ciclabili.

Ma quali sono i vantaggi “miracolosi” che lo sport induce alla mente e all’umore?

Diversi test, prove e studi scientifici hanno dimostrato che:

Calma e rilassa la mente

Praticare sport (soprattutto all’aperto) riduce ansia e stress perché si attivano processi neurochimici responsabili della produzione di endorfine e del buon umore. È anche un momento di svago e divertimento che aiuta la mente ad essere più serena e positiva.

Migliora le performance cognitive e l’attività intellettuale

Questo è un aspetto molto interessante soprattutto per gli studenti. Pare che la zona centrale dell’ippocampo, attiva nelle fasi di memorizzazione, è più estesa negli sportivi rispetto a chi, invece, conduce una vita sedentaria. Ne risulta, quindi, che chi fa regolarmente sport ha una maggiore memoria e una maggiore capacità di concentrazione. Interessante vero?!

Potenzia l’autostima

Lo sapevate che l’autostima è alla base del nostro benessere mentale? Ci aiuta a raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti anche quando troviamo qualche ostacolo in più.

Aumenta i livelli di energia

L’esercizio fisico ci rende più attivi ed energici (e più simpatici). Ci aiuta a gestire i rapporti sociali e ad essere più positivi e produttivi nelle attività quotidiane e lavorative.

Beh, cosa ne pensate? Non ci resta che indossare scarpette, t-shirt e pronti, partenza, via!

Fonte: www.fitpeople.com

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Pane, salsiccia e filosofia.

Studiare la filosofia aiuta a semplificarci la vita? Aiuta nel lavoro e nel problem solving?

È di qualche settimana fa un articolo de Il sole 24 ore di Alberto Magnani Le «inutili» lauree umanistiche danno sempre più lavoro, in cui in poche parole, si dice che la richiesta di competenze trasversali e la versatilità dei laureati in scienze umanistiche è sempre più forte.

Pare, infatti, che “Il valore aggiunto delle lauree umanistiche potrebbe essere proprio l’assenza di una traiettoria univoca tra studi e lavoro. E in questo senso, il parametro della «efficacia della laurea» valutato da Almalaurea finisce per essere secondario.”

Io ancora me lo ricordo il mio primo libro di filosofia: Le domande della vita di Fernando Savater. Avevo 14 anni. Ancora lo odio. Ma lo ringrazio. E mi ricordo pure i quattro e le “paperelle” (i due) che il mio professore mi metteva. Non lo odio (più) e lo ringrazio quel professore che sapeva che i due mi facevano incazzare e che, se non altro per orgoglio, mi sarei messa a studiare.

Quello che ci manca oggi è farci le domande, quelle giuste.

Quello che ci manca è staccarci dall’iPhone e spremere i neuroni oltre le dispense, gettare lo sguardo oltre la siepe del percorso formativo, sia pure importante, ma diciamolo, non del tutto e sempre collegato con il mondo reale e del lavoro. Non riusciamo più a controllare la velocità con cui il sistema ci trascina. Io appartengo alla generazione delle cabine telefoniche e del tape, quando mi toccava attendere che il nastro si riavvolgesse per sentire la mia canzone preferita.

Come molti, vivo il cambiamento digitale con curiosità e voracità di apprendere ma anche con un grandissimo stordimento per tutto il rumore dei news-feed, della bulimia delle immagini e dei video, della mercificazione di ogni istante della nostra vita. Paradossalmente è come sulle montagne russe: ti tengono incollato al sedile e vai talmente veloce che non ti puoi muovere. Fatichiamo a cercare una verità. I punti fermi non sono mai stati così mobili, e bisogna fare i conti con tutto questo.

Shut everything down! Facciamo una prova. Se non sai perché “l’essere è e non può non essere e il non essere non è e non può non essere“, cioè se non sai spiegarlo a parole tue, non c’è dio Google o altro benedetto motore di ricerca che tenga. Certo imparare a memoria lo scioglilingua parmenideo è quantomeno una bella prova di volontà.

Anche se sembra che studiare ste cose non serva a un ca**o, invece accende un faro sulle prospettive e aiuta a vedere e gestire dinamiche e processi, a chiedersi il perché, a trovare la soluzione, non quella più esatta magari, ma quella che può funzionare. Il pensiero è parola, la parola è atto. Solo quando ragioniamo sulle cose, le scriviamo, le disegniamo, strappiamo il foglio lo accartocciamo, torniamo a scarabocchiare, a strappare, a parlare soli a voce alta, a provare e riprovare, alla fine troviamo le risposte a quelle domande che dovremmo ricominciare a farci.

La filosofia è un modus operandi, una tecnica, è un sapere concreto che non sta scritto su (Santa) Wikipedia, ma che, in quanto uomini e donne forniti di milioni di connessioni neurali, riusciamo a trovare da soli. È conoscenza che resta per sempre perché ci costa fatica acquisirla.

Qualunque sia il tuo percorso di studi, qualunque la strada nella tua vita, ecco perché dovresti fermarti con gli amici davanti a un pezzo di pane e salsiccia, prenderti del tempo per pensare, studiare e discutere la filosofia. 

 

 


Conosci il Comincenter, il luogo delle opportunità?

Al Comincenter si può co-studiare, seguire corsi e workshop per le nuove professioni del digitale, fare percorsi di orientamento al lavoro e out-placement. E per gli studenti Unibas l’ingresso e moltissimi servizi sono gratuiti!

Siamo a Matera in piazza Matteotti, 3 ma presto apriremo anche nel campus di Macchia Romana a Potenza.

Ti va di scoprire di più? Visita il nostro o seguici su Facebook.
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Musica e studio, binomio (im) possibile?

Un’immagine piuttosto comune è quella dello studente immerso nel silenzio, con la testa china su libri, appunti, quaderni e fogli volanti, con evidenziatori alla rinfusa di tutti i colori.

Alzi la mano chi almeno una volta non ha affibbiato, anche solo di striscio, questo stereotipo a qualche universitario o studente delle superiori. Stereotipo, però, non vuol dire necessariamente realtà. Molti studenti vogliono il silenzio quasi assoluto (da biblioteca, per intenderci), altri invece ritengono che la totale assenza di un sottofondo sia troppo gravosa (le ore sui libri sembrano non passare mai), e ripiegano quindi sullo studio in gruppo con gli amici e perché no, su un paio di cuffie per alleggerire la mole di lavoro alla quale sono sottoposti.

La musica, si sa, è l’arte per eccellenza. Ha accompagnato l’uomo fin dai suoi primi passi nella storia. Cantata o strumentale, classica o rock, jazz o blues, suscita in noi ricordi, passioni ed emozioni.

Insomma, può aiutare molto la mente (spesso) sovraccarica di uno studente universitario.

Dove sta la verità? Come si studia meglio? Silenzio da biblioteca oppure musica? Una domanda, questa, che attanaglia molte generazioni di studenti intenti a trovare il giusto “metodo” per affrontare al meglio i tanto temuti esami universitari!

Ecco alcuni spunti di riflessione:

I ricercatori del dipartimento di medicina dell’università di Stanford, attraverso l’analisi di alcune immagini celebrali di persone (8 donne e 10 uomini) immerse – tramite l’uso di cuffie auricolari con riduzione dei rumori esterni – nell’ascolto di brani di musica classica, hanno potuto costatare che la musica influisce, anche in maniera piuttosto significativa, sulle zone di cervello coinvolte nel mantenimento dell’attenzione. Tradotto: studiare con la musica può facilmente trasformasi in una bella distrazione, poiché si è più propensi a seguire il filo ritmico della canzone che sta “passando” per le cuffie, piuttosto che concentrarsi su ciò che si sta facendo. Un risultato piuttosto singolare, quindi.

Un secondo contributo all’argomento porta in evidenza l’esatto contrario della precedente indagine e arriva da diverse università della città di Taiwan. Qui i ricercatori hanno sottoposto alcuni partecipanti ad un test. Alcuni non ascoltavano musica durante la prova, mentre altri sì. Dai punteggi ottenuti si è poi cercato di capire come i brani musicali avessero influito sul rendimento di ciascun candidato. Risultato? Le persone che avevano svolto i loro compiti accompagnati dalla musica tendenzialmente raggiungevano un punteggio inferiore dei loro colleghi ai quali quest’ultima non era stata sottoposta. Tuttavia, gli studiosi hanno guardato oltre.  Infatti, hanno notato come l’influenza del suono sulle attività che richiedono concentrazione dipenda moltissimo dalla capacità del singolo individuo di mantenere alto il livello di attenzione.

È chiaro, a questo punto, che la risposta al nostro quesito iniziale è: it depends.

Dipende dallo stato d’animo della persona, dal tipo di attività che si sta svolgendo in quel momento e da quanto ci sentiamo “oppressi” nel compiere uno specifico compito.

Sull’argomento musica applicata allo studio universitario e scolastico, soprattutto tra i più giovani, prezioso è il contributo di Spotify.

Il noto servizio di streaming musicale, con il supporto di un’esperta, ha stilato la playlist must-have da portare in tasca per rendere al meglio in tutte le attività scolastiche e universitarie (qui tutti i dettagli). Ovviamente da ascoltare in momenti precisi della giornata! 😉

Perciò, buona musica a tutti!

 

Consiglio dell’autore

Provate a disabilitare temporaneamente tutte le altre notifiche in arrivo se siete soliti, com’è molto probabile, ascoltare musica dal cellulare mentre studiate.

Guadagnerete tempo e la testa vi farà meno male (dovendo guardare meno il telefono per rispondere alle notifiche), aumenterete la durata della batteria dello smartphone ed eviterete distrazioni superflue durante le vostre attività di studio in compagnia della musica. Ma a prescindere da questo, forse, le notifiche andrebbero disabilitate a priori. 😉

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Cosa diventerà l’ex-mensa? Anteprima del Comincenter all’Unibas.

Gli spazi dell’ex mensa cambiano volto e diventano il luogo delle opportunità chiamato Comincenter.

Grazie alla nascita di ConUnibas, Consorzio dell’Università della Basilicata, Comincenter aprirà negli spazi dell’ex mensa che verranno riqualificati per essere più confortevoli e funzionali alle attività proposte.

Comincenter è l’anello mancante fra università e lavoro, il luogo per ricercare e generare opportunità attraverso processi di formazione. L’obiettivo è trasferire nuovi strumenti per realizzare percorsi professionali.

Cosa significa?

Che gli studenti avranno un punto di riferimento per sperimentare e ampliare le conoscenze e competenze nel mondo del digitale, giocare d’anticipo e formarsi per affrontare al meglio quel passaggio difficile ed essenziale a cavallo fra la fine dell’Università e l’inizio della vita professionale.

Significa anche che tutti i componenti della comunità accademica avranno un luogo in cui incontrarsi, scambiarsi conoscenza, mettersi in gioco, proporre attività ed esperienze utili a fare un balzo in avanti nel futuro delle professioni.

Significa, last but not least, provare a coinvolgere la comunità cittadina. Infatti, anche chi non frequenta la comunità universitaria, avrà un luogo di opportunità per la crescita personale e professionale.

Questo e molto, molto altro è il Comincenter e  vi invitiamo a scoprirlo in anteprima giovedì 15 marzo prossimo alle ore 17.00 nell’ex-mensa del Campus Unibas, con la partecipazione di Lorenzo Bochicchio (DG Unibas), Antonio Candela (Founder&director @Comincenter) Sebastiano Greco (Presidente del consiglio Studenti).

 


MEET TO DISCOVER


 

Cosa  trovi al Comincenter?

• Un luogo accogliente e dinamico per incontrarsi e studiare insieme, crescere, leggere, informarsi.
Corsi e workshop pratici per le nuove professioni
• Percorsi di crescita professionale, personal brand e strumenti per cercare lavoro con successo
• Empowerment al femminile con HelloGirls, in Basilicata le donne incontrano il lavoro
Programmi europei per fare esperienze di lavoro all’estero
Incontri con professionisti, imprenditori, professionisti nel mondo del digital (e non solo)
• Una FabLab con stampanti 3D per smanettare
• Un posto a disposizione per proporre attività interessanti da condividere con la comunità universitaria
• Trovi David, Stefania, Manuela, Antonio per prendere un caffè insieme e per iniziare a mettere un piede fuori dal mondo universitario

Cosa NON trovi?

• Un posto per cazzeggiare e sprecare il tempo
Noiose lezioni su cose inutili
• Annunci di lavoro fake e per rappresentanti porta a porta
• Non trovi la passività, la staticità, l’indifferenza

[su_button url=”https://www.comincenter.com/studenti-unibas-comincenter/” target=”blank” style=”flat” background=”#0098c9″ color=”#ffffff” size=”14″ center=”yes” icon_color=”#f9f7f5″]scopri di più![/su_button]

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Unibas digitale: più facile con Telegram!

Quest’anno, presso la facoltà di Scienze e tecnologie informatiche del DIMIE, all’interno del corso “Programmazione a oggetti II”, è stata avviata per la prima volta una nuova e interessante forma di interazione con gli studenti, basata sulla nota app di messaggistica gratuita, Telegram.

Lanciata nel 2013, è disponibile sui principali sistemi operativi per dispositivi mobili oltre che su Pc Windows, macOS e Linux.

Il cloud (che consente di sincronizzare i contenuti su più dispositivi) e una forte crittografia dei dati sono i suoi punti di forza.

Oltre a fornire la possibilità di scambiare messaggi e qualsiasi file multimediale, Telegram consente all’utente di iscriversi ai Canali, ovvero delle chat in cui gli ammistratori inviano news, file e avvisi. Ogni novità, quindi, viene notificata in tempo reale a tutti gli iscritti.

I docenti del corso hanno già raccolto numerose iscrizioni sul canale, ma c’é di più: gli studenti stanno beneficiando di tutti i vantaggi offerti dalla piattaforma, come ad esempio:

  • Avvisi immediati su lezioni, prove d’esame o news di altra natura sul corso;
  • Materiale didattico condiviso direttamente sul canale;
  • Fruizione semplice e immediata di tutti i contenuti.

Una cosa interessante: l’applicazione usa un protocollo di comunicazione open source, il che vuol dire che chiunque (con le dovute competenze) può realizzare un proprio client basato su Telegram.

A portata di smartphone avete, insomma, un potente strumento di collaborazione che vi consente di essere sempre aggiornati su tutto ciò che riguarda l’organizzazione dei vostri corsi più importanti.

Se siete già utenti dell’app, vi invitiamo a condividere questa novità con i vostri colleghi, amici e soprattutto con i vostri docenti e rappresentanti degli studenti.

Un canale Telegram dei corsi che frequentate potrebbe rivelarsi l’occasione per migliorare la vostra produttività ad ogni livello. Pensate, infine, ai docenti di quei corsi che, per svariate ragioni, sono sprovvisti di un portale online su cui caricare il materiale didattico: Telegram consentirà di aggirare questo ostacolo e potrete disporre di tutto ciò che avete bisogno per i vostri esami in pochi e semplici passaggi. Facile quanto scaricare un file!

Un altro piccolo passo della nostra Unibas verso il digitale.

Trovate maggiori informazioni qui.